Dello Spirito Libero

officine Tronti

L’attualità
admin, 2 luglio 2019, Interventi

Il Nordlicht è la poesia dell’Occidente. Il suo destino è più grande dei destini che possono avere i libri. Nei giorni in cui il mondo europeo si sbrana, questa poesia si diffonde; essa è stata prodotta negli anni che hanno reso possibile materialmente e metafisicamente la distruzione. Come ogni cosa che abbia una cattiva coscienza, quest’epoca si è compiaciuta del ragionare sulle sue problematiche, fino a che non sono finite le critiche della coscienza ed essa ha potuto sentirsi a suo agio – essendo comunque interessante. L’epoca si è autodefinita capitalista, meccanicistica, relativista, epoca delle comunicazioni, della tecnica e dell’organizzazione. Di fatto sembra che “l’industria” sia la sua firma, l’industria quale mezzo grandiosamente efficiente per raggiungere un qualsiasi miserabile o insensato scopo, l’u ... continua a leggere

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Pensiero, parola, lotta. Un ricordo di Nanni Balestrini
admin, 13 giugno 2019, Interventi

Riproponiamo un articolo di Mario Tronti uscito su "Il Manifesto" del 8 giugno 2019.


Nella figura di Nanni Balestrini si riassume un’intera stagione di storia e di cultura, italiana ed europea. Fu il tempo degli intellettuali militanti: dentro una temperie di lotte operaie e giovanili che fecero epoca e che segnarono il destino delle successive generazioni. Fino all’esaurirsi di quella spinta di liberazione sotto i colpi di una feroce vendetta di sistema. Il grido disperato di Nanni, a riflusso appena avviato, che si legge ne Gli invisibili:«non è possibile che fuori non c’è più nessuno…. dove siete mi sentite non sento non vi sento non sento più niente», segnerà poi il seguito del tempo che è arrivato stancamente fino a noi e ancora oggi più crudamente ci opprime.
E in Istruzioni preliminari, la poesia che l ... continua a leggere

I poveri sono la voce dell’umanità intera
admin, 25 marzo 2019, Interventi

Pubblichiamo la prefazione di Mario Tronti al nuovo libro di Paolo Sorbi "Poveri e capitale. La povertà nella politica"(Scholé).

Il titolo, netto, secco ed efficace, di questo libro non dice tutto, ma dice molto dell’intento che l’autore si propone. Non dice tutto, perché la storia dei poveri è di ben più lunga durata della storia moderna del capitale [...]. L’arco temporale va allora dagli schiavi dell’antica Roma, crocefissi sulla via Appia, la prima volta che Paolo mi ha parlato del libro lo chiamavaSpartacus, ai corpi anonimi dei migranti di oggi sepolti nel cimitero del Mar Mediterraneo. È una storia di rivolte e di sconfitte, di eroici tentativi di liberazione violentemente repressi, ma anche di provvisorie vittorie sul campo e di utopici progetti di riscatto. E il tutto ci dice come non ci sia qui fine della storia, in quanto il principio ... continua a leggere

Una lettera/lettura del gruppo Epimeteo de “Il popolo perduto”
admin, 12 marzo 2019, Scuola di Resistenza

Caro Mario,
perdonaci il tono confidenziale di questo incipit degli appunti di lettura che abbiamo steso dopo una approfondita discussione sul tuo ultimo libro di recente pubblicazione. D’altra parte questo testo per noi non è come altri che abbiamo recensito sul nostro sito negli ultimi mesi e men che meno il suo autore è uno fra tanti. Tu sei stato per noi “il maestro” che ci ha insegnato a leggere la società e la politica con occhi nuovi, da quel famoso “punto di vista” che solo può consentire di comprendere la totalità proprio perché è il punto di vista di una parte. E poi c’è un altro motivo che giustifica questa introduzione empatica e sta nella particolare intonazione emotiva che traspare da ogni pagina de Il popolo perduto, quel pathos e quella partecipazione con cui hai esposto la tua posizione e le tue amare considerazioni sulla situaz ... continua a leggere

La mappa del disorientamento
admin, 13 febbraio 2019, Interventi

Di seguito riportiamo un estratto del libro «Il popolo perduto. Per una critica della sinistra» di Mario Tronti con Andrea Bianchi, pubblicato da Nutrimenti, comparso sul Manifesto del 06 febbraio 2019:

Il guasto viene da lontano. Non è solo questione di recenti segreterie del Pd, di ultime coalizioni di governo. Quando è cominciato negli anni Novanta, con un seguito nei Duemila, il girotondo di nomi e simboli, lì si è creato il primo accumulo di quel disorientamento politico di popolo che oggi è esploso. Già Partito democratico di sinistra non era una gran trovata. Poi è sparita la p di partito e sono rimasti i Democratici di sinistra. Poi, è ricomparsa la parola partito e però è scomparsa la parola sinistra. Seguivano improbabili simboli: la Quercia, con ai suoi piedi la bandier ... continua a leggere

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